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Guida pratica

Margine e ricarico: come fissare il prezzo di vendita

Margine, ricarico e IVA nel negozio alimentare: formule, esempio al banco e verifica del prezzo dopo scarti e arrotondamenti.

Prima il costo, poi il prezzo del cartellino

Per fissare il prezzo di un prodotto occorrono tre dati separati: quanto costa una quantità effettivamente vendibile, quale margine si vuole ottenere e quale trattamento IVA si applica. Il prezzo del negozio vicino può aiutare a capire il posizionamento, ma non rivela né i suoi costi né i suoi scarti.

In una salumeria, una forma acquistata a peso non si trasforma interamente in vendite: tagli di rifilatura, assaggi e invenduto possono ridurre la quantità incassata. In un’alimentari, anche una confezione che cambia peso modifica il costo al chilo, pur lasciando invariato il prezzo scritto in fattura. Prima di cambiare il moltiplicatore, confrontare quindi la stessa unità: chilogrammi con chilogrammi, pezzi con pezzi.

Gli importi seguenti sono esempi didattici, non prezzi consigliati né medie italiane. Il calcolo ordinario al netto dell’IVA presuppone che l’imposta sugli acquisti sia detraibile. Se non lo è, la base di costo va verificata con il commercialista: togliere automaticamente tutta l’IVA sottostimerebbe il costo.

Margine e ricarico: lo stesso guadagno, due basi diverse

Con un costo netto di 10 € e una vendita netta di 15 €:

MisuraCalcoloRisultato
Margine lordo in euro15 − 105 €
Margine sul prezzo di vendita5 ÷ 15 × 10033,33%
Ricarico sul costo5 ÷ 10 × 10050%
Moltiplicatore netto15 ÷ 101,50

Quando un fornitore o un consulente parla di «margine del 50%», chiedere sempre su quale base. Applicare un ricarico del 50% non permette di trattenere metà del prezzo di vendita.

Il margine qui descritto riguarda il singolo prodotto prima delle altre spese. Non sostituisce il risultato economico del negozio: un banco con molto lavoro di preparazione può avere bisogno di una struttura di prezzo diversa da uno scaffale di confezioni pronte.

Partire dal margine desiderato

La formula è prezzo di vendita netto = costo netto ÷ (1 − margine desiderato), con il margine espresso come numero decimale. Per un costo di 10 € e un obiettivo del 40%: 10 ÷ 0,60 = 16,67 € circa. Il moltiplicatore corrispondente è 1,6667.

Aggiungere semplicemente il 40% al costo dà invece 14 €: il margine è 4 ÷ 14, cioè 28,57%. La differenza nasce dalla base del calcolo, non da un arrotondamento.

Non esiste un obiettivo valido per tutte le botteghe. Confrontare il margine lordo atteso con le spese effettive, i volumi vendibili e il servizio offerto. Una referenza molto conosciuta dai clienti può avere un prezzo più contenuto, ma la scelta deve restare visibile nei conti della categoria.

Contare gli scarti senza contarli due volte

Esempio: 10 kg acquistati a 10 €/kg costano 100 €. Se si prevede di venderne 9 kg, il costo per chilogrammo vendibile diventa 100 ÷ 9 = 11,11 €. Il 10% di perdita è un’ipotesi per mostrare il metodo, non un valore tipico della salumeria.

Si può incorporare lo scarto nel costo effettivo oppure scegliere un margine che lo assorba. Usare entrambi i metodi senza accorgersene gonfia la stessa voce due volte. Annotare l’ipotesi e confrontarla con pesate e vendite reali permette di correggerla.

Aggiungere l’IVA e ricontrollare l’arrotondamento

Nel caso ordinario, il prezzo finale è prezzo netto × (1 + aliquota IVA). L’aliquota va scelta per il prodotto e per l’operazione: il fatto che sia venduto in un negozio alimentare non basta a determinarla. Il riepilogo IVA di Your Europe aiuta a distinguere aliquote e regole nazionali.

Dopo aver arrotondato il prezzo da esporre, rifare il calcolo inverso: prezzo finale ÷ (1 + aliquota), poi sottrarre il costo e dividere per il prezzo netto ottenuto. È quel margine, non quello prima dell’arrotondamento, che si sta scegliendo.

Il calcolatore gratuito dei margini permette di provare un prodotto con i propri dati. Per organizzare il lavoro su più referenze, vedere la gestione dei margini di PrixParfait. Se il costo è appena cambiato, proseguire con la guida agli aumenti del fornitore.

Louis Lemercier — Formaggiaio al Mas du Trident, a Vauvert e Saint-Dionisy — creatore di PrixParfait

Creato da un commerciante

Louis Lemercier

Formaggiaio al Mas du Trident, a Vauvert e Saint-Dionisy — creatore di PrixParfait

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